24 August 2017
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    Tutti i problemi di Palazzo Nuovo

    Tutti i problemi di Palazzo Nuovo è stato modificato: 2015-04-22 di Paolo Morelli

    Dall’ispezione dell’Asl alle indagini. La chiusura di Palazzo Nuovo è un problema che riguarda almeno 15.000 persone a Torino.

    La chiusura di Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche dell’Università di Torino, ha spiazzato tutti, soprattutto per le modalità in cui è avvenuta. Prima l’ispezione dell’Asl, che ha rilevato la presenza – seppur minima – di amianto all’interno della struttura, poi l’iscrizione nel registro degli indagati per «omissione dolosa di cautele per gli infortuni sul lavoro» del Rettore, Gianmaria Ajani, da parte del Sostituto procuratore Raffaele Guariniello. Ora, la concreta possibilità che la riapertura, prevista per il 27 aprile, slitti addirittura a settembre.

    Stando però al comunicato diffuso oggi, 22 aprile, dall’Università di Torino, Palazzo Nuovo dovrebbe riaprire “gradualmente”, quindi è possibile che l’ipotesi di riapertura a settembre resti, appunto, un’ipotesi. «Non è ancora possibile – si legge – stabilire una data precisa per l’apertura totale della struttura. Sarà necessaria ancora una settimana di tempo per ulteriori valutazioni». Difficile pensare, quindi, che la sede torni operativa a partire da lunedì, come inizialmente previsto.

    Cos’è successo.
    Tra il 2012 e il 2014 sono state accertate tre morti di ex dipendenti dell’Università (tra cui un docente) causate da mesotelioma pleurico, quindi riconducibili all’esposizione all’amianto. «Già l’anno scorso – ha spiegato Ilaria Magariello, portavoce di Studenti Indipendenti – avevamo attivato dei tavoli tra studenti, lavoratori e Ateneo per parlare della questione amianto, anche alla luce dei tre decessi accertati». Durante quelle discussioni, però, la questione del linoleum “incriminato” (quello che, se si sbriciola, diventa pericoloso e che ha causato l’attuale chiusura di Palazzo Nuovo) era emersa. «Prima dell’arrivo di Ajani – ha continuato Ilaria Magariello – è stato ripetuto più volte che fosse tutto sicuro, ma quando è stata avviata la convenzione con l’Arpa abbiamo scoperto che non era così».

    Ajani si difende.
    Ora le organizzazioni studentesche hanno chiesto delle risposte precise sulla situazione della struttura, ed entro la fine di questa settimana dovrebbero incontrare il Rettore. Ajani, in una lettera inviata ieri agli studenti e al personale, ha spiegato che «Conoscere, rilevare e affrontare un pericolo sono sicuramente atti di precauzione e di diligenza […] perché rispondono a un alto principio etico. Pericolo e rischio sono però cose ben diverse: solo in determinate condizioni l’uno determina l’altro». Per lunedì 27 è previsto un flash-mob degli studenti davanti a Palazzo Nuovo.

    I tafferugli.
    Il CUA, intanto, sta chiedendo a più riprese le dimissioni di Ajani, che respinge le accuse di negligenza. Oggi, davanti al Rettorato, il Collettivo Universitario Autonomo aveva organizzato un presidio per chiedere a gran voce le dimissioni del Rettore. Si sono verificati attimi di tensione con la Polizia che hanno portato a tafferugli in via Verdi, sulla quale si apre l’ingresso al cortile interno del Rettorato. La Polizia è intervenuta per disperdere i manifestanti e, al momento, si registra il fermo di 6 persone.

    Cosa dice l’Arpa.
    È pur vero che Ajani, attraverso la convenzione attivata con l’Arpa, ha compiuto un sensibile passo in avanti. La questione da sciogliere, però, riguarda una comunicazione dell’Arpa inoltrata all’Università che poi, quest’ultima, non avrebbe comunicato a studenti e dipendenti. È certo, però, che rilevazioni si concluderanno nei primi giorni di maggio, come confermato dall’Arpa stessa in un comunicato diffuso ieri: «La mappatura di Palazzo Nuovo – si legge – è ancora in corso, dal momento che devono essere ancora analizzati 39 campioni massivi».

    E i libri?
    Riorganizzare l’attività della sede, spostandola, è un grosso grattacapo per l’Ateneo. Palazzo Nuovo raccoglie infatti numerose attività che, oltre alle lezioni, coinvolgono anche dipartimenti e biblioteche, per un totale di 15.000 persone che frequentano la sede. Servono, sicuramente, 39 aule, ma che fare con i libri di testo? Come racconta Nuova Società, alcuni dottorandi e ricercatori stanno per inviare una lettera ai responsabili della sicurezza per chiedere di autorizzare qualcuno per recuperare i testi necessari agli studi. Impensabile spostare tutti i libri per pochi mesi e poi riportarli a Palazzo Nuovo una volta risolto tutto, ammesso che non si riesca a rendere accessibili i testi riaprendo gradualmente la struttura.

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    Giornalista, collabora da diversi anni con testate online e cartacee. Si è occupato, in passato, di televisione e radio. Segue l'evoluzione del giornalismo, soprattutto attraverso gli strumenti dati dal web. Lavora come addetto stampa per enti culturali.

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