25 June 2017
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    Un lunedì di Pasquetta che va “Oltre il guado”

    Un lunedì di Pasquetta che va “Oltre il guado” è stato modificato: 2015-04-04 di Alessia Telesca

    La notte di Pasquetta 2015 con il film “Oltre il guado (Across the River)” di Lorenzo Bianchini, già vincitore del ToHorror Film Fest 2013.

    Marco Contrada (Marco Marchese) è un etologo naturalista addentrato nella magnificente foresta friulana,  tra i paesaggi del lago di Sauris e del monte Ruche, al confine con la Slovenia, per monitorare e studiare la fauna del luogo. Il suo affascinante lavoro, corredato da estrema pazienza, è quello di posizionare delle microtelecamere in vari punti del bosco e sugli animali stessi, che si azionano con il movimento, e che consentono allo studioso di carpirne le mosse e gli spostamenti.

    Una di queste riprese, proveniente dalla telecamera posizionata su una volpe riprende, durante una notte fredda e cupa, una vecchia cittadina abbandonata che, immediatamente, desta l’attenzione di Marco, deciso a curiosare tra quelle singolari abitazioni. Quel paesaggio, così funesto e macabro, nasconde inevitabilmente qualcosa di misterioso e spaventoso e, tra le porte sbattenti delle dimore, corpi abbandonati di animali e urla lancinanti, il protagonista sarà messo di fronte ad un mistero da risolvere, probabilmente nascosto in un vecchio filmato girato da un gruppo di partigiani alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

    Horror underground.
    Oltre il guado (2013) è l’ultimo prodotto di Lorenzo Bianchini, avvezzo al mondo dell’horror underground con il quale si è già sperimento con successo con le precedenti pellicole Occhi, Film Sporco, Custodes Bestiae e Radice Quadrata di tre. Il regista prosegue il suo percorso di rifinitura e indagine sul genere, girando una pellicola in continuità con le precedenti ma con delle innovazioni dovute alla sua maturazione.

    Protagonisti visivi e uditivi.
    Uno dei protagonisti del racconto, come spesso avviene nei film horror ben girati, è l’ambientazione: il bosco, la natura e il paese di montagna sinistro aiutano a rendere la pellicola ambigua e intrigante, giocando un ruolo fondamentale nella narrazione e nel gioco di mistero e suspense. Oltre alla forza visiva, Oltre il guado vanta una grande forza uditiva, composta da silenzio del lavoro di Marco, sostanzialmente fatto di rumori naturali e null’altro e, soprattutto, dal chiasso del paese abbandonato, cigolante, cadente e ululante.

    Queste componenti tecniche, perfettamente calibrate, si uniscono a un’atmosfera e a una trama sottili e ammiccanti, che reggono proprio sul rumore del mondo che circonda Marco. Un’opera basata anche su dialoghi praticamente inesistenti, uno stato di ansia e terrore che cresce con l’incedere della pellicola, all’interno della quale il protagonista si ritrova, inevitabilmente, intrappolato.

    Lentezza e inquietudine.
    Oltre il guado appare come un film volutamente lento, la cui morbidezza tempistica non infastidisce ma aiuta a gettare lo spettatore in quello stato di inquietudine e incertezza, degni di un prodotto horror che non ha bisogno di puntare sull’effetto sorpresa “già visto”. Un ottimo lavoro made in Italy che mostra come la cinematografia italiana possa davvero puntare in alto ed essere riconosciuta anche a livello internazionale.

    Oltre il guado ha vinto il ToHorror Film Fest nel 2013 e ha ricevuto, tra gli altri, una Special Mention al Fantasia Film Festival, il titolo di Best Feature Film al Cinestrange e il Best Director e Youth Jury Award al Molins de Rei, è stato presentato alla 59a edizione del Taormina Film Festival. Lunedì sera, 6 aprile, sarà proiettato a Torino, al Blah Blah (via Po, 21), nell’ambito della rassegna cinematografica “Lunedì nero”, organizzata dal locale torinese. Una Pasquetta sicuramente diversa dal solito.

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    Alessia Telesca

    Educatrice di mestiere e anche un po’ d’animo, è idealisticamente convinta che la cultura sia la chiave per migliorare il mondo. Appassionata di cinema, libri e scrittura, si è avvicinata a quest’ultima nel 2010. Scrive per diverse testate e per The Last Reporter si occupa di cronaca e società.

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