28 March 2017
    Viktor Orban

    Ungheria, al di là del muro

    Ungheria, al di là del muro è stato modificato: 2016-01-26 di Davide Gambaretto

    L’ Ungheria ha annunciato che costruirà un muro di 175 Km, alto 4 metri, lungo il confine con la Serbia, per fermare l’immigrazione clandestina. E intanto pensa di sospendere le norme sul diritto d’asilo.

    Circa una settimana fa il Ministro degli esteri ungherese, Peter Szijjarto, ha annunciato l’intenzione del governo ungherese di costruire un muro lungo tutto il confine con la Serbia, in modo da impedire il costante flusso di immigrati irregolari. «L’immigrazione è uno dei problemi più gravi che deve affrontare oggi l’Unione Europea – ha spiegato Szijjarto – I paesi della U.E. stanno cercando una soluzione, ma l’ Ungheria non si può più permettere di aspettare. […] Stiamo parlando di un tratto di confine lungo circa 175 chilometri, che può essere chiuso fisicamente con un muro alto quattro metri». Passa, infatti, proprio dalla Serbia, la maggioranza dei migranti irregolari in cerca di rifugio o che semplicemente transitano in Ungheria. Con questa controversa decisione, Budapest sembra accusare apertamente Belgrado di non fare nulla per controllare questo “traffico”. Stando alle affermazioni di Szijjarto, il prossimo 1° luglio, dovrebbe comunque aver luogo una consultazione con il governo serbo a proposito del progetto.

    Il numero di ingressi illegali nel territorio ungherese è aumentato in modo considerevole negli ultimi anni: dai 2.157 nel 2012, fino ai circa 43.000 dell’anno scorso. Le stime di questo inizio 2015 portano le cifre verso i 60.000 ingressi: la più alta percentuale pro capite in tutta l’Unione Europea.

    Abolire il diritto d’asilo?
    La costruzione del muro (che, ricordiamo, venne auspicata e proposta in una forma embrionale, circa un anno fa, da Laszlo Toroskay, il sindaco della città magiara di Ásotthalom) si inserisce in un vero e proprio “piano anti-immigrazione” voluto dal Primo Ministro ungherese Viktor Orbán. Tra le ultime decisioni, Orbán ha dichiarato che l’ Ungheria è pronta a sospendere unilateralmente e a tempo indeterminato l’applicazione del Regolamento Dublino III. Trattasi di accordi a livello comunitario che regolano, attraverso comportamenti comuni tra i membri dell’Unione, l’atteggiamento delle autorità verso i rifugiati e i richiedenti asilo politico. Accordi e procedure sicuramente migliorabili (come auspica anche la stessa Italia) ma che, nondimeno, vanno rispettate. «Il sistema di gestione del problema dei rifugiati è sovraccarico. Per ragioni tecniche sospenderemo il Regolamento Dublino III a tempo indeterminato, almeno finché le strutture non saranno state adeguate» ha affermato il portavoce governativo Zoltàn Kovàcs, parlando con la stampa estera.

    Non si sono fatte attendere le repliche dei leader dell’U.E. che hanno duramente contestato le scelte ungheresi, con la Commissione europea, guidata dal presidente Jean-Claude Juncker, che ha domandato chiarimenti immediati, ricordando che «ne abbiamo abbattuti di recente [di muri, Ndr], non dovremmo costruirne altri». Il premier serbo Aleksandar Vučić si è detto scioccato, mentre il Ministro dell’Interno austriaco Johanna Mikl-Leitner ha affermato: «chi vuole restare nell’Europa di Schengen (cioè l’area di libera circolazione delle persone e delle merci, in cui si trova anche l’ Ungheria, Ndr) deve rispettare tutte le regole di Schengen».

    La politica di Viktor Orbán.
    Viktor Orbán è Primo Ministro dell’ Ungheria dal 2010 (nel 2014 è incominciato il suo secondo mandato consecutivo). Precedentemente aveva già ricoperto la carica tra il 1998 e il 2002. Il suo partito, Fidesz-Magyar Polgári Szövetség (Fidesz-Unione civica ungherese), è un gruppo di destra che persegue una strada di autonomia nazionalista politica ed economica e che, negli ultimi anni, ha visto le proprie posizioni farsi sempre più estremiste, mettendo anche in discussione la classica forma di democrazia occidentale e preferendo aprirsi verso possibili collaborazioni con l’area asiatica e con la Russia. Orbán è profondamente conservatore e crede seriamente ai pericoli di un mondo multiculturale, gli stessi che spesso cita nei suoi comizi. Inoltre, il suo governo sta subendo il primo vero calo di popolarità dal trionfo delle ultime elezioni, parrebbe quindi un’ottima strategia quella di stringersi davanti a un “nemico comune” e di ricompattare le proprie fila elettorali.

    Ricorsi storici.
    Il problema dell’immigrazione è sempre più al centro del dibattito internazionale. L’incertezza con cui si affronta la situazione coinvolge anche l’Italia, più che mai dopo i recenti sviluppi a Ventimiglia (molti vedono nel comportamento della Francia una sorta di negazione dell’Europa di Schengen, in una maniera assimilabile – pur con tutti i distingui del caso – a ciò che sta compiendo l’ Ungheria, sebbene proprio il Regolamento Dublino III stia “dalla parte” dei francesi, normativamente parlando).

    Con la costruzione di questo muro anti-immigrati il governo ungherese sceglie una strada che fa discutere. Una strada percorsa precedentemente da molti altri Paesi (ricordiamo le enclavi spagnole di Ceuta e Melilla in territorio marocchino e gli sbarramenti tra Arabia e Yemen e tra Botswana e Zimbabwe), che ha anche riscontri incredibilmente recenti: dal settembre scorso, infatti, la Bulgaria ha costruito un muro di circa 30 Km, lungo il confine con la Turchia, mentre nel 2012 la Grecia ha eretto una recinzione di circa 12 Km sulle coste del fiume Evros, confine naturale ellenico con la Turchia. L’esempio che resta maggiormente nella memoria di tutti noi, l’archetipo del muro anti-immigrazione, è  però la grande Barriera di separazione tra Stati Uniti e Messico (chiamata anche Muro della Vergogna da parte dei messicani) che il governo americano decise di erigere a partire dal 1994. Più di 1.000 Km di lamiera sagomata e di sensori elettronici, studiati per tenere alla larga dagli U.S.A. gli “ospiti indesiderati”.

    In copertina Viktor Orbán (formiche.net)

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    Davide Gambaretto

    Storico dell’arte, curatore indipendente e scrittore. I suoi precedenti impieghi in ambito artistico includono Artissima Fair, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Attitudine Forma. Musicologo a tempo perso, è appassionato di letteratura, cinema, graphic novel e pallacanestro. Gestisce il blog musicale "La Lira di Orfeo" e realizza laboratori didattici di arte e scrittura per scuole elementari e medie.

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