19 October 2017
    TTIP

    Vantaggi e rischi del TTIP, il “patto” Usa-Ue

    Vantaggi e rischi del TTIP, il “patto” Usa-Ue è stato modificato: 2016-01-26 di Silvia Pasquinelli

    Il TTIP, accordo commerciale tra Usa e Ue, vuole favorire scambi e investimenti, ma aprirebbe a interferenze statunitensi nella sicurezza alimentare in Europa.

    Il TTIP-Transatlantic Trade and Investment Partnership, è il Partenariato Transatlantico su commercio e investimenti. Si tratta di un grande accordo commerciale che l’UE è impegnata a negoziare con gli USA sin dal giugno 2013 e che dovrebbe concludersi e divenire effettivo dal 2015.

    Su mandato degli stati membri, nel 2013, la Commissione Europea ha avviato la negoziazione di un partenariato per attuare politiche volte a favorire tre principali azioni: l’apertura del mercato statunitense alle imprese europee, una riduzione della burocrazia legata all’esportazione di merci fra le due grandi aree geografiche, e infine la definizione di una serie di norme per facilitare e rendere più equa la possibilità di importare, esportare e investire negli USA per l’UE e viceversa.

    Il TTIP tocca undici settori: la sicurezza alimentare e ambientale e la salute degli animali, l’utilizzo di sostanze chimiche nell’industria, nell’agricoltura e in cosmetica, prodotti d’ingegneria elettronica e meccanica, dispositivi medici, norme sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), prodotti tessili e farmaceutici, veicoli e investimenti.

    Vantaggi del TTIP.
    Il partenariato mira a facilitare l’ingresso di grandi, piccole e medie imprese nel mercato statunitense e nei mercati extra-europei in generale, permettendo anche di ottenere con più facilità appalti pubblici, fare investimenti e importare ed esportare beni dalle due aree. La facilitazione negli scambi commerciali deriverebbe soprattutto da una forte riduzione degli oneri burocratici, che attualmente comportano costi elevati per l’ingresso delle aziende nei rispettivi confini europei e americani.

    Per esportare merci dall’Europa agli USA infatti, le aziende e le merci devono adeguarsi agli standard tecnici e procedurali, che nonostante siano per la maggior parte dei casi simili o uguali, si distinguono per dettagli che rallentano importazioni ed esportazioni, che diventano anche costose soprattutto per le piccole imprese. Particolarmente rilevante è la possibilità, per le aziende, soprattutto piccole e medie, di accedere a fonti energetiche e materie prime provenienti dagli USA e dagli stati extraeuropei con maggiore facilità rispetto al presente.

    I dubbi sull’influenza americana nell’economia UE.
    I negoziati commerciali prevedono necessariamente una convergenza tra le norme che regolano l’ingresso di merci, tra cui i prodotti agricoli e alimentari, e di investitmenti nei rispettivi mercati europei e americani. Diverse associazioni di attivisti hanno tuttavia sollevato dubbi sulla possibilità che il TTIP possa essere più tendente a un avvicinamento delle norme europee a quelle in vigore negli Usa, e non il contrario.

    Anche il Financial Times ha espresso perplessità nei giorni scorsi, in quanto l’UE è costituita da troppi stati discordanti e sensibili riguardo a particolari tematiche, in primis quella degli OGM, che rendono l’Unione Europea un interlocutore troppo inaffidabile, diviso al proprio interno. Inoltre il TTIP porterebbe alla nascita di un grande mercato a sé stante che contrasta con i mercati emergenti di Cina, Brasile, India e Russia, e in cui le regolamentazioni in materia commerciale e finanziaria verrebbero decise da organismi tecnici (legati soprattutto alle grandi multinazionali con maggior potere economico e finanziario) al di sopra dei governi dei singoli stati.

    OGM e sicurezza alimentare.
    Gli standard per la sicurezza alimentare, per la salute di piante e animali legata all’utilizzo di sostanze chimiche in agricoltura e l’utilizzo di OGM ad esempio, che in Europa sono sottoposti a norme più restrittive di quelle americane, potrebbero invece eguagliare le normative USA e consentirne l’ingresso nei mercati UE. In realtà il TTIP ha lo scopo di far sì che gli stati membri mantengano le proprie normative in merito alla sicurezza dei cittadini e dell’ambiente ma riducendo i costi laddove invece non vi sia sostanziale differenza tra gli standard qualitativi degli USA e dell’Unione Europea.

    Quindi nessun rischio di pollo al cloro o di un’invasione di OGM (che peraltro in Europa già è consentita in molti stati). I rischi di una liberalizzazione incontrollata invece possono portare nel lungo periodo alla nascita di monopoli, con poche enormi aziende multinazionali che facilmente acquistano piccole e medie imprese nazionali, riducendo sia la diversità e la scelta di prodotti in circolo nell’UE, e facendo sì che le ricchezze derivanti dai processi produttivi e di vendita vadano a favore dei gruppi che gestiscono tali aziende, anziché a sostegno dell’economia dei singoli paesi.

    Foto: eunews.it

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    Silvia Pasquinelli

    Laureata in lingue e linguistica e specializzata in editoria, ho lavorato per tre anni come educatrice nei campi estivi per ragazzi. Avendo studiato le lingue inglese, francese e tedesco, ho svolto tirocini nell'ambito dell'insegnamento. Appassionata di letteratura e scienza. Pratico tennis a livello amatoriale.

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