29 May 2017

    Vegani e vegetariani alla Street Food Parade

    Vegani e vegetariani alla Street Food Parade è stato modificato: 2016-01-26 di Alessia Telesca

    Il cibo da strada protagonista dell’International Street Food Parade, la manifestazione tenutasi al Parco Dora di Torino  dal 4 al 7 giugno. Cos’hanno mangiato vegani e vegetariani?

    Nello scenario suggestivo di una città post industriale, sorta sotto una struttura composta da pilastri rossi in acciaio, l’International Street Food Parade ha proposto al suo grande pubblico una vasta gamma di prodotti provenienti da ogni parte del mondo, con lo scopo di creare, attraverso la semplicità e l’accessibilità del cibo da passeggio, uno scambio tra culture diverse.

    Empanadas, tigelle, arancini, hamburger, fish&chips, olive all’ascolana, sushi e crocchette di patate per quattro giorni hanno parlato la stessa lingua e hanno permesso a prodotti e specialità di dialogare tra di loro e farsi apprezzare dagli amanti del cibo da strada.

    Il vegetale dimenticato.
    Ma se l’International Street Food Parade ha permesso la conoscenza e la degustazione di molti cibi nazionali e internazionali, uno spazio esiguo è stato dedicato al mondo vegetariano e vegano, a dispetto del sempre crescente numero di persone vicine a tale scelta, soprattutto in Italia.

    La manifestazione, infatti, si è composta quasi esclusivamente di prodotti che, come ingrediente principale, hanno previsto carni e salumi, molte volte senza garantire un’alternativa vegetale, nonostante la grande tradizione mediterranea preveda il consumo di verdure e legumi nella quotidianità alimentare.

    Le alternative vegetariane.
    A passeggio sotto la struttura industriale di Parco Dora una persona vegetariana o, ancor “peggio”, vegana è stata indubbiamente costretta a uno slalom culinario tra una fetta di prosciutto, un hamburger di Angus, un arrosticino e l’altro per trovare qualche prodotto che soddisfacesse a pieno la propria fame. Ma, seppur con qualche difficoltà, le alternative attente ai “diversi” dell’alimentazione sono state divertenti, sintomo che la cucina vegetale, oltre a essere etica, risulta gustosa e variegata anche per gli onnivori.

    Lo stand Crescia Point, che ha portato a Torino l’originale piadina di Urbino, ha proposto farine di diverso tipo, tra cui quella di canapa e di polenta, facendo così emergere un’attenzione per i celiaci e gli intolleranti al glutine, e diversi sono stati i banchi di piadine romagnole che hanno proposto almeno un’alternativa vegetariana, anche se molto spesso si è ricaduti sulla tradizionale squacquerone e rucola. Deliziosi anche, tra le proposte italiane, il frittolo di verdure nello stand tirolese, le patate ripiene e la bruschetta al metro vegetariana, mentre tra gli internazionali è spiccato il sushi vegetariano che, oltre ai roll midori, composti da verdure saltate, tartare di verdure e formaggio cremoso, ha proposto anche due dolci con marmellata di azuki e farina di riso.

    E quelle vegane.
    Ancor più complesso è stato trovare alternative vegane, quindi piatti che non comprendessero derivati animali come formaggi e uova. In soccorso a tale esigenza è giunto il ristorante Gardenia di Caluso che, con un simpatico carrettino colmo di coloratissima verdura dell’orto, ha proposto un delizioso fritto misto piemontese, rinominato “orto fritto piemontese”. Un piatto apposito, che mancava nello scenario dell’International Street Food Parade colmo di crocchette e rotondità fritte, è stato creato da Migliori Olive all’Ascolana che ha ideato una ricetta innovativa e gustosa, arricchendo il piatto con quinoa biologica e ceci.
    Non sono mancati poi stand interamente cruelty-free, come Cucina vegana con canapa, che ha proposto un menù ricco provvisto di antipasti, primi piatti, dolci e bevande vegetali, ed il torinese Sfood che ha servito piatti vegani di ogni genere, dai classici panini da strada come vegan burger e vegan hotdog, a portate più complesse e variegate come la paella, fino al beveraggio di frutta e all’originale caffè di canapa.

    Migliorare è possibile.
    L’International Street Food Parade ha così visto una discreta alternativa di piatti attenti alle crescenti esigenze di coloro che hanno adottato uno stile alimentare vegetariano o vegano ma, evidentemente, manca ancora una cultura forte che permetta alla quasi totalità dei commercianti di offrire almeno un piatto che non contenga della carne.

    Tale scelta non è ben comprensibile, visto l’alto numero di consumatori di frutta e verdura anche tra i non vegetariani ma, probabilmente, si può spiegare sposando la falsa credenza che un piatto esclusivamente vegetale e privo di un grasso animale possa risultare povero di gusto e poco attraente agli occhi del consumatore. Idea errata soprattutto se si pensa alla varietà di prodotti naturali, dalla frutta alle spezie, con cui si possono condire sfiziose prelibatezze. Assaggiare un’oliva per credere.

    Foto di Alessandro Mandarini.

    Print Friendly
    Alessia Telesca

    Educatrice di mestiere e anche un po’ d’animo, è idealisticamente convinta che la cultura sia la chiave per migliorare il mondo. Appassionata di cinema, libri e scrittura, si è avvicinata a quest’ultima nel 2010. Scrive per diverse testate e per The Last Reporter si occupa di cronaca e società.

    Seguici su Facebook

    Resta aggiornato su Twitter