22 September 2017
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    Why in Italy, storyteller torinesi per il Monferrato

    Why in Italy, storyteller torinesi per il Monferrato è stato modificato: 2015-06-15 di Eleonora Scafaro

    Una startup torinese racconta, in vista dell’Expo, il Monferrato e le sue eccellenze. Un progetto di comunicazione integrata che unisce la tradizione ai social network.

    Creare una via moderna ed efficace per la valorizzazione del territorio, coinvolgendo le aziende nello sviluppo di attività di comunicazione e commerciali, cogliendo l’evento dell’Expo di Milano come occasione per amplificare la conoscenza dell’Italia delle eccellenze e qualità uniche al mondo. Si chiama Why in Italy, ha iniziato il viaggio dal castello di Casale Monferrato ed è una innovativa startup torinese che si rivolge a cittadini, aziende, produttori e anche enti pubblici.

    Il progetto si propone di raccontare, tra l’altro, la cultura, l’artigianato, l’enogastronomia, l’industria e gli uomini di un determinato territorio per valorizzare le eccellenze. «Vogliamo farlo partendo dalle persone che, con passione, amore e competenze, li creano o perfezionano: è una proposta turistica per chi cerca dell’autenticità, caratteristica che il Monferrato ha saputo mantenere e che lo rende oggi attrattivo per le sue unicità». Lo ha spiegato, a Casale, a fine febbraio, Stefano Buschini, referente locale di Why in Italy, durante la presentazione pubblica di fronte ad amministratori e imprenditori del territorio monferrino.

    Storytelling internazionale.
    Raccontare il territorio, quindi, ma raccontarlo al mondo, soprattutto con l’Expo alle porte. Rivolgersi, perciò, a un pubblico ampio e internazionale: l’Expo non è una fiera, è in primis un evento “vetrina” e occorre cogliere l’opportunità di fare conoscere l’unicità italiana frutto di cultura, l’arte, l’enogastronomia e le tradizioni. Il Piemonte (e l’Italia in generale) ha un patrimonio enorme, se si riesce a raccontare tutto questo, lo strumento Expo sarà una vittoria.

    «L’occasione dell’Expo – ha spiegato Buschini – deve unirsi alla valorizzazione del territorio. Se facciamo i buoni padroni di casa, avremo l’occasione di creare un nuovo mercato. Noi abbiamo tutto; per la prima volta una zona vitivinicola è stata dichiarata patrimonio mondiale dell’Unesco e sapere accogliere, fare vedere e spiegare è importante. Questo è Why in Italy». Why in Italy è un’occasione, un’opportunità è storytelling.

    La start up torinese nasce circa due anni fa, in ambito universitario, da una riflessione cruciale per il territorio piemontese: i prodotti del territorio non potranno mai competere con il resto del mondo se gli stessi uomini che li producono non li sanno spiegare e non sanno raccontare il lavoro che c’è dietro a essi. L’unico modo per fare conoscere le eccellenze è presentare il loro valore, raccontandoli al consumatore. Nel Monferrato, in un’area di 20 chilometri, per esempio, si condensano valori e prodotti che non hanno eguali in tutto il mondo, a partire dallo stesso Piemonte.

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    Le riserve sul territorio.
    «La storia, i prodotti, le eccellenze e gli uomini del nostro territorio, però, sono raccontati in mondo non coordinato e non logico», spiegano i responsabili di Why in Italy. La carta vincente, quindi, sarà  un approccio nuovo attraverso una storytelling che ponga al centro del racconto il territorio, la cultura e i prodotti affinché i turisti, i visitatori dell’Expo e gli stessi abitanti del Monferrato imparino a conoscere luoghi e culture.

    Why in Italy si basa su sette categorie – enogastronomia, luoghi, cultura, industria, moda, design e arte – attraverso le quali sono state create delle riserve, dimensioni logiche, unità nelle quali si trovano le eccellenze mappate sul territorio. Nel Monferrato sono state costituite 150 riserve oggetto di approfondimento. All’interno di ognuna si è cercato di identificare l’eccezionalità: gli uomini, il territorio, le aziende che proprio grazie al territorio sono diventate grandi e che, a loro volta, hanno qualcosa da raccontare e da dare e, poi, realtà meno note che hanno come protagonisti uomini appassionati.

    Lo storytelling, inoltre, è coadiuvato da internet e dai social network, strumenti importanti perché immediati, che comunicano in tempo reale. Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest sono social network che raccontano realtà e persone attraverso le parole, a volte poche, e attraverso le immagini, ancora più dirette e immediate. Hanno una funzione di comunicazione integrata, cioè creano traffico di comunicazione sul territorio, che non è facilmente identificato dal turista straniero. E il Monferrato, in questo senso, è ancora un esempio negativo, come è emerso chiaramente durante la presentazione casalese del progetto. Non bastano gli opuscoli degli enti locali distribuiti (poco) sul territorio, bisogna creare una comunicazione rivolta a un pubblico internazionale.

    I social sono essenziali.
    Internet e i social, uniti allo storytelling, diventano strumenti che spiegano al mondo che esistono realtà con una lunga serie di eccellenze. In vista dell’Expo, e sempre in tema di social network, uno studio su Twitter ha evidenziato che gli hashtag più popolari riguardano proprio contenuti sull’Italia. Serve una comunicazione strutturata, efficace e moderna perché chi verrà a visitare l’Expo cercherà informazioni sui territori e su cosa offrono.

    «L’Expo è una eccezionale opportunità di accelerazione di ciò che abbiamo. Bisogna approfittarne per costruire un sistema di comunicazione, anche commerciale» hanno aggiunto i creatori di Why in Italy. La parte commerciale è altrettanto importante. Le riserve sono culle turistiche da proporre all’estero con pacchetti che prevedono visite, assaggio e acquisto di prodotti tipici. Internet, anche in questo caso, può fare la differenza. Ecco perché le riserve, oltre che essere raccontate, devono essere promosse nel mondo attraverso le persone. A questo proposito, Why in Italy ha creato una rete di club di italiani appassionati a questi temi che fanno da ambasciatori. Il prossimo passo, infine, sarà creare, all’interno delle riserve, eventi che coinvolgano i visitatori e che propongano arte, cultura, storia ed enogastronomia.

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    Eleonora Scafaro

    Giornalista, collabora con diverse testate giornalistiche, cura una rubrica legata al territorio tra enogastronomia, cultura ed economia. Occhi aperti sul mondo, si occupa di Medio Oriente, criminalità organizzata e politica. Nel passato ha lavorato all'ufficio stampa del comune di Alessandria, appassionata di cinema, letteratura, viaggi e cucina, ha un blog dove rivisita ricette della tradizione piemontese, campana ed emiliana in chiave ironica.

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